Condanna a lavorare

Ti comandano di digitare un bottone
di servire un piatto ad un pappone
rispondi al telefono per un avvocato
lustri le mattonelle a un depravato
su e giù per una cella
Sottoterra con una trivella
Posa quel mattone
sulla gru loda il padrone
il pieno di benzina
Avvita quel tubo alla turbina
Il pieno di miscela
Vendi un brodo di amoxicillina teva
Volantinaggio
Autolavaggio
Costretto a lavorare in serie
Al call-center senza ferie
Porta a porta
strappa un contratto alla figlia della morta
vendi casa ad un drogato
tra sei mesi sarai pagato
attacca manifesti
fai la cavia per pillole antincesti
sei solo un impiegato
buttafuori malmenato
cameriere ballerino
falegname scorticapino
ore di sudore
di notte ancora se ne sente l’odore
la fatica dei campi
in miniera cosa vuoi che canti?
Aiuto! Fila ancora ’sto tessuto!
il bidello e il professore
un programma da detonatore
il controllo della caldaia
la badante e la vecchiaia
stanco e rieducato
in punizione, hai scioperato!
Manca un giorno alla pensione
non importa che hai il tumore
la fabbrica è deserta
la cassaintegrazione è stata aperta
Dipendente dal padrone
sei drogato di occupazione
Condannato a lavorare
disoccupato ti vai a sparare.


Tratto da “Anche le mie viscere sanno di fiori” di M. Mequio, 2012

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