Filmografia

Piano sul pianeta (malgrado tutto, coraggio francesco!) (ITA, 80′, 2010); regia di Fabrizio Ferraro

Questo film è il secondo di tre previsti sul nome comune dell’umano. Il primo film, Je suis Simone (la condition ouvrière), attraverso l’esperienza in fabbrica di Simone Weil, ha esplorato un paesaggio, l’Ile Seguin, l’isola dove un tempo era situata la fabbrica della Renault, oggi cantiere per il futuro quartiere residenziale dell’arte e della scienza. In questo secondo si è attraversato, esplorato, mappato, l’ex manicomio S.Maria della Pietà, alla periferia nord di Roma. Con il terzo ci stiamo preparando a salpare in mare in compagnia di Ishmael, alla ricerca di Moby Dick. “Piano sul Pianeta (malgrado tutto coraggio francesco!)” è dedicato a Robert Flaherty, all’idea di un cinema partecipativo e necessario, come lo sono tutte le persone che si sono incontrate nel film per realizzarlo. Persone che vivono e respirano quel paesaggio, così da riuscire a fare una vera e propria autobiografia collettiva. Nulla è esterno nel film. Solo così è stato veramente possibile mappare, fare una topografia dinamica del luogo, dell’ex manicomio S. Maria della Pietà. Non come succede abitualmente in queste situazioni, dove autori, attori, produttori, cineasti, atterrano sui luoghi senza mai attraversarli internamente. Il declino e la pornografia di tanti film che si catapultano sui mondi per conquistarli e venderli, ma sempre sventolando le bandiere dei buoni sentimenti e della bontà. Questo film è un vero e proprio documento sullo strabismo, sulla potenza virtuale del cinema. Un film sull’archeologia del futuro, di fantascienza archeologica; qui non si danno risposte, si indica, non una strada, ma un’apertura, un’apertura alla vita, alla visione, al respiro, alla pulsione viva, all’esserci. Insieme a Francesco per rompere le gabbie rappresentative, i limiti visivi della rappresentazione, per aprirsi al movimento, alla costruzione, alla potenza di un atto di vita. E’un film d’amore: liberare la vita dalle violente forze distruttive che la minacciano.

Zehien (ITA, 20’40”, 2009); regia di Lucio della Luna

Una carriola ed un quadro di Van Gogh, alla scoperta di come nasce un’opera d’arte, di cosa è un’opera d’arte. Un percorso poetico all’interno di un luogo da costruire, da riempire. “Nessuna cosa è dove la parola manca”, questa è l’idea che unisce un gruppo di giovani, trasportandoli dal risveglio pomeridiano nei campi di grano, dopo le fatiche del lavoro, fino al dibattere la sera con gli amici festeggiando la liberazione del proprio paese dal fascismo.

Cosa fate voi qui? (ITA, 24’14”, 2010); regia di Lucio della Luna

Piedi che non toccano il suolo e sguardi oscurati dalle palpebre. Asfalto, macchine sfreccianti, fast-food e vita veloce. L’uomo che cresce nei centri commerciali, caricandosi del “proprio non essere” nelle stazioni ferroviarie e poi l’uomo che tocca l’erba e scopre l’opera d’arte, facendosi opera d’arte. Un percorso tra luoghi e non luoghi della città contemporanea, un percorso ininterrotto perchè in continua evoluzione. I non luoghi vengono annullati da padre e figlio sull’altalena e i luoghi per tutti diventano loghi, di fronte alle colonne d’ Ercole di Roma Nord.

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