L’Italia da Paese del silenzio a Paese del sonno. Da Berlusconi al grande caldo senza neppure accorgersene

di Maurizio Mequio

(pubblicato su Dazebao l’informazione online)

Il voto ha rivoluzionato l’Italia, si è parlato di sicurezza e si è minimizzato il problema occupazione: questa la campagna elettorale che ha dato le chiavi del Paese a Berlusconi, impoverito l’opposizione e spazzato via dal Parlamento la Sinistra. I primi mesi di governo hanno creato il silenzio. Non in rete, né nelle piazze, ma nelle case degli italiani. E sarà un caso se quello è il massimo regno delle televisioni. Non una, non due, non tre, ma quasi sei. Sei reti nazionali che informano i cittadini italiani sono sotto accusa. Una è irregolare, dovrebbe essere già sul satellite, per questo abbiamo avuto dei richiami e pagheremo-paghiamo le sanzioni della Comunità Europea. E tutte insieme sono coinvolte in quello che potrebbe essere il più grande scandalo erotico-raccomandativo degli ultimi anni. Ma non è il gossip quel che serve all’italiano, povero martire della politica nostrana, occorre scoperchiare lo scandalo, che poi è abbastanza evidente, se solo qualcuno non lo rivestisse di fumo e paroloni. Rai e Mediaset erano in comunicazione tra loro, poco male, si scambiavano favori, poco male, usavano il loro potere per veicolare messaggi e persone a vantaggio di alcuni politici: questo è scandaloso. Non solo vallette. Ma non ne possiamo parlare. E sì, perchè qualcosa questo governo l’ha fatta: intimidire i giornalisti. Non è più possibile parlare di intercettazioni, il rischio è la galera, ma non solo, si rischia la chiusura di un sito, oppure di essere malvisti. E allora? Sei reti e qualche giornale che ti vede male, un paio di case editrici molto importanti che ti chiuderanno la porta in faccia: il rischio nel caso dei giovani operatori dell’informazione, quelli ancora non assorbiti dal sistema, è di terminare la carriera prima di iniziarla. Allora l’informazione, quella che dovrebbe aprire gli occhi, diviene spoglia, nuda e  lascia spazio all’ intrattenimento volgare oppure ad un ridondante fumo crea silenzio. Mentre un giornale lanciava il tormentone estivo, ripreso da diverse radio, “perchè quelli di sinistra sono antipatici?”, quelli di sinistra, quelli che elencano le date dei processi, venivano fatti fuori dai “salotti bene” televisivi, da quei salotti che rincorrono lo share.  E mentre quelli non schierati, quelli che non hanno peli sulla lingua e che per come te le spiattellano, le cose, ti fanno anche ridere -un riso amaro ovviamente- venivano censurati, denunciati, banalizzati, boicottati, “epurati”, l’estate calda si faceva rovente senza che gli italiani se ne accorgessero. Da giorni siamo avvolti da un caldo infernale e non è colpa del clima, dell’inquinamento, o meglio, non solo. Se fossimo stati in un altro Paese, il nostro Premier si troverebbe ad un passo dal dare le dimissioni. Solo Cossiga è sicuro che succederà. Fotografie del  mese di giugno: il popolo italiano alle prese con i 33 gradi di Roma, con il bagno-asciuga del Sud e con le Feste leghiste del Nord. La tv accesa continua la sua cavalcata sul discorso sicurezza -altra storia triste che ha suscitato la preoccupazione di tutte le più grandi Ong internazionali, dell’Onu e della Comunità europea-  mentre i magistrati… I magistati portavano avanti il loro onesto lavoro… Quando, nel silenzio, si riscopre-scoperchia l’ipotesi di una possibile condanna del Premier per corruzione (si parla di centinaia di migliaia di dollari che sarebbero stati sborsati all’avvocato Mills per non rivelare diversi illeciti commessi dal gruppo Fininvest), il centro-destra casualmente si rimette in moto. Ed ecco al vaglio del CdM e poi del Parlamento una norma blocca processi. Una norma blocca processi? Che senso può avere un emendamento che chiede la sospensione per un anno dei processi penali relativi a reati che prevedano pene detentive inferiori ai 10 anni, commessi fino al 30 giugno 2002? Alleggerirebbe il carico dei processi, cioè? Snellirebbe i tempi della giustizia, ovvero? I reati che prevedono pene detentive inferiori ai dieci anni sono tantissimi, alcuni molto gravi. Eppure non finisce qui, perchè sì, questo governo ha la possibilità di legiferare e tutto grazie alla splendida Legge Porcellum, dichiarata oramai intoccabile. Mentre noi al sole, loro a lavorare. Ecco il Lodo schifani-Bis, il disegno di legge sull’immunità delle più alte cariche istituzionali. Il testo, presentato dal ministro della giustizia, Angelino Alfano, esonera per tutta la durata dell’incarico il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio ed i presidenti del Senato e della Camera da tutti i ”reati extrafunzionali”, quelli non commessi nell’esercizio delle loro funzioni. L’Italia è il paese del silenzio. Climatizzatore, ingenuità ed un’apparente indifferenza. Nulla di fatto, direbbero in molti, sono disegni di legge, il loro iter è molto lungo. Ma fino a che punto CSM, Napolitano e parte dell’opposizione potranno dire la loro? Silenzio e tv, quaranta gradi all’ombra: e se questo divenisse anche il paese del sonno? Avremmo un solo incubo, che certi disegni diventino incisioni senza neppure accorgercene.

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