Le grand Ghettò e i villaggi migranti a cielo aperto

ROMA – L’autunno è alle porte e i ragazzi iniziano a rientrare nelle grandi città. Vi si riaffacciano per lo meno. Erano scomparsi, nascosti lì dove nessuno può vederli. Dove a tutti fa comodo non guardare. Quest’anno però qualcosa di diverso è in atto. Quello che prima era un casolare occupato è diventata una comune, … Continua a leggere

Disintegrazione culturale. Reinventarsi cattivo per essere ascoltato

ROMA – Ha un cappellino arancione piantato sulla testa. Sorride in continuazione. Muscoloso, sfrontato e ingenuo. Dice di aver ucciso venti persone. E’ un rifugiato politico ospite di un’altra struttura. “Il mio Paese, la Costa d’Avorio, paga il vostro Paese per farmi stare qui. A questo punto vorrei tornare in Africa, ma non posso. Sono … Continua a leggere

In piedi, da un centro al carcere, dalla prigione sulla strada

ROMA – Erano giorni che tentavo di parlargli. Lui mi sfuggiva, pur restando fermo, restandomi davanti. Aveva perso il sorriso e non riuscivo ad andare oltre il “Come va?”, “Bene, non ho problemi. Sono pulito”. La Questura gli aveva chiesto di restare a Roma, di comunicare qualsiasi suo spostamento perché stavano indagando sul suo conto. … Continua a leggere

Amore, lacrima la luna

Racconto per il concorso “Indagine su Giulietta”   E’ il regno degli imprenditori avidi, delle finanziarie, dei mutui. Goran è nato a Roma da genitori macedoni, ha sei sorelle e vive in una baracca nascosta sulle rive dell’Aniene. Luna è una studentessa dei Parioli. Non ha voluto seguire la strada dei suoi genitori, ha scelto … Continua a leggere

Il venditore di girandole. Una bengalese storia d’amore

ROMA – Ha il permesso di soggiorno da minore scaduto. Ha due mesi per rinnovarlo. E’ un venditore di girandole, carica la molla, si piega sulle ginocchia, poi accompagna il giocattolo verso l’alto, rialzandosi e facendo un saltello. Abbassa lo sguardo, allunga la mano, recupera la sua girandola e poi sorride al pubblico affascinato. Lo … Continua a leggere

Les bateaux de l’espérance. Profughi che camminano sull’acqua

ROMA – L’acqua, la si può camminare. La Libia era un Paradiso d’Inferno. “Si aveva tutto, una casa, un lavoro, l’acqua, l’elettricità. Agli stranieri davano ospitalità: la possibilità di esistere, il vitto, l’alloggio”. Non c’era la libertà europea: “Noi stranieri non potevamo andare in certi posti, eravamo discriminati, malmenati. Non potevamo guardare le loro donne. … Continua a leggere

Il presidente della Camera sconfessa La Russa

Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione Migranti, Fini apre al diritto di voto Ma lo fa a modo suo Ignazio La Russa ieri ha detto che il voto ai migranti non è all´ordine del giorno Anche da presidente della Camera, Gianfranco Fini apre al diritto di voto agli immigrati. Lo fa, ovviamente a modo suo, … Continua a leggere