Disintegrazione culturale. Reinventarsi cattivo per essere ascoltato

ROMA – Ha un cappellino arancione piantato sulla testa. Sorride in continuazione. Muscoloso, sfrontato e ingenuo. Dice di aver ucciso venti persone. E’ un rifugiato politico ospite di un’altra struttura. “Il mio Paese, la Costa d’Avorio, paga il vostro Paese per farmi stare qui. A questo punto vorrei tornare in Africa, ma non posso. Sono … Continua a leggere