La Commissione ovvero il giorno più importante della loro vita

ROMA – Piazza del Popolo alle 6 e 40 di mattina, pulita, vuota, fresca. I nostri passi sembrano lasciare orme. Le gambe tremano e la strada sembra allungarsi. Via del Corso, le serrande chiuse, i turisti dormono, i ragazzi ancora nelle loro case di periferia. Andiamo avanti verso la Commissione. E’ un giorno di quelli … Continua a leggere

Cpa, Cpam, Cie, Cara, Cpt. Nel nome dei non luoghi

ROMA – Cpa, significa centro di prima accoglienza, si legge “non luogo”. Una stazione, un centro commerciale, una cella, un supermercato. Una bolla, il vuoto. Sono tutti luoghi dell’inesistente, ne abbiamo piene le città. Li conosciamo e ne abbiamo abbracciato l’incomunicabilità, la capacità disidentificante, le musiche e i rumori mangia suoni, le pubblicità e le … Continua a leggere

L’amico di pelle bianca

ROMA – Nel Sud del Sudan, dove finisce il Darfur e continuano i problemi. Una famiglia, un padre sindacalista, una madre cristiana e due piccole creature. Essere cristiani da queste parti è molto pericoloso, una minoranza nelle minoranze e una guerra da cui è obbligatorio sottrarsi. Allora via alla ricerca dei propri nonni, in  Mali.  … Continua a leggere

Roma-Lazio: le maglie sulla pelle. Storie di calcio e accoglienza

ROMA – Tutto fuori dal comune. Era il 16 ottobre 2011 e l’ufficio del Centro di Prima Accoglienza era pieno di ragazzi. Tre metri per tre e 24 storie. Operatori e utenti seduti per terra, sulle sedie, in piedi, affacciati alla porta. Occhi rivolti ad un piccolo schermo del computer, rigirato, spalle alla tastiera, al … Continua a leggere

Senza permesso, col diritto di stare in questa terra

Il primo gennaio 2012 Ehmad avrà 18 anni, non sarà maggiorenne, diverrà clandestino. Non ha ancora la tutela, il suo percorso per ottenere la protezione internazionale è bloccato e per quanto si possa correre contro il tempo, le possibilità di un miracolo dalla questura e dal comune sono ridotte al lumicino. Lo sa, lo avverte … Continua a leggere

La felicità del sorriso sottile

Selo è convinto gli sia stata salvata la vita. Ha ripreso a parlare. E lo fa con la profondità e la nobiltà di un grande uomo. Lui che non voleva far presente agli operatori il suo malessere per non disturbare. Lui che aiuta tutti i ragazzi a fare i compiti dati a scuola. Dice che … Continua a leggere

Una colletta per le infradito

Sono terminate le scarpe, sono rimaste solo dieci infradito in magazzino. In ufficio è un continuo via vai. I ragazzi chiedono qualcosa per non andare in giro scalzi. Le direttive dell’equipe sono rigide: non distribuire nulla fino a quando non saremo in grado di accontentare tutti e cinquantuno i ragazzi. I cuori si spezzano allo … Continua a leggere

Sporcarsi le mani

La rivoluzione è inchinarsi per terra, toccare il suolo, sporcarsi le mani. E’ alzare la testa, delicatamente, scorgere qualcuno. Esistono due dimensione del cambiamento: il volare altrove e l’abitare il basso, il resto è la condizione del presente. Il baricentro è in continuo cambiamento, ma tollera sempre un nord relativo e un sud relativo. Un … Continua a leggere

Qualcosa di inutile per cui vale la pena vivere

Girarsi e non vedere l’orizzonte. Sentirsi soffocare da palazzi grigi e cemento. Un coperchio di modernità e ancora spaesamento. “E’ difficile vivere in Italia”, a dirlo sono i ragazzi, che in attesa dei loro documenti iniziano ad affacciarsi su Roma. Dalla folla in autobus alle risse dei nostri programmi televisivi. Le urla dei loro coetanei … Continua a leggere

Come fossero sbarre di una prigione

Sono le otto, abbiamo appena terminato di distribuire la cena. Il mio turno è finito. Sentiamo urlare dall’ufficio. E’ in atto una protesta, cinque ragazzi, in attesa che si sblocchi la situazione relativa ai loro documenti, hanno deciso di manifestare il proprio dissenso. Uno dice che non uscirà da quella stanza fino al giorno in … Continua a leggere