Zurich brinda con i bilanci, ma delocalizza i suoi dipendenti

Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione

Ieri sciopero di tre ore a Roma. Non vogliono finire a Milano

«Trenta anni buttati al cesso»: è uno striscione sotto la sede romana del colosso svizzero Zurich assicurazioni. E’ la sintesi dell’esperienza dei suoi dipendenti, ieri in sciopero per tre ore.
Secondo i piani dell’azienda metà personale dovrebbe fare le valigie e trasferirsi a Milano. Erano in 100 per viale del Policlinico, insieme a altri colleghi del settore: «L’esternalizzazione è una tendenza che stiamo subendo tutti noi,dipendenti di multinazionali». A dicembre la dirigenza Zurich aveva scoperto le carte: chiudere gli uffici nella capitale e venderli entro la fine del 2009. «Inizialmente era previsto lo spostamento di ben 53 unità, dopo mesi di contrattazioni eravamo giunti a 35», spiega una sindacalista. «Certe cose possono avvenire solo col consenso dei dipendenti. Ne avevamo 32 disposti a mettersi in gioco. A cambiare posto e vita, ma non è bastato. Per 2 persone rischia di saltare tutto: ora chiameranno loro e chi non va sarà cassato». Una storia già vissuta a Roma, con gli stessi protagonisti in negativo: nel 2003 avvenne il taglio del settore call center, nel 2005 quello degli addetti al back office. Un impiegato racconta: «A loro era stato proposto il trasferimento a Cagliari, alle dipendenze di una società di servizi, rifiutarono e si ritrovarono per strada. In questo caso, invece, la nostra disponibilità a mantenerci in attività li ha spiazzati, li ha fatti andare in tilt». E adesso sono pronti a continuare lo stato di agitazione: «La prossima settimana andremo sotto l’ambasciata svizzera, e potremmo arrivare pure a Zurigo».
Ma come può, una società con 21 trimestri di utili consecutivi (solo lo scorso anno ha registrato un sonoro più 8% nelle entrate) scegliere di tagliare sul costo dei suoi dipendenti? «Facile – risponde un uomo con 20 anni di attività – il modello del futuro, quello che fa incrementare i guadagni, è quello di Zuritel, le assicurazioni tramite telefono o internet. Zuritel è del gruppo Zurich, costa di meno ai clienti, ma dà meno garanzie. L’assistenza è fatta da persone con meno esperienza, ragazzi sotto contratto a tempo determinato, co.co.co, o semplici stagisti». E prosegue: «Eravamo i primi del settore ad avere un call center interno, ora ce l’abbiamo esterno e ne è conseguito un peggioramento dei servizi di assistenza. Da poco anche la liquidazione sinistri è stata affidata a altri e Zurich è diventata la seconda compagnia più sanzionata per il pagamento dei danni».
Dall’Rsa avvertono: «I prossimi trasferimenti saranno all’estero, a Bratislava. Si cercano zone depresse, irraggiungibili per chi punta al pensionamento, ma dove chi assume è meglio incentivato». Secondo i rappresentanti sindacali la compagnia avrebbe acquistato nuove polizze e diverse agenzie private: «Ben 300 e anche a Roma. L’aumento del portfolio è stato pari al 50%, quindi non ci dovrebbero essere problemi nelle ricollocazioni. Eppure ci sono. Cosa accade se il contratto nazionale di categoria non è più compatibile con le strategie dell’azienda? Si compra e si esternalizza. E’ così che si brinda, alla faccia dei lavoratori».

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