L’osservatorio dà le pagelle agli Ultrà: romanisti e napoletani i più cattivi

Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione
Daspo per 6 tifosi fermati a Roma. Non potranno andare allo stadio per i prossimi 3 anni
La curva dei tifosi della Lazio. secondo l’osservatorio la meno pericolosa

Esistono ultrà per bene e ultrà cattivi. Le tecniche per individuarli finora sono state repressione e retate nel mucchio. Così accade che vengano vietate tutte le trasferte dei tifosi del Napoli e venga stilata una classifica delle curve più vivibili. Che un organo come l’osservatorio per le manifestazioni sportive – che l’avrebbe partorita – non la riconosca del tutto, ma indichi come partita a rischio quella della nazionale con la Georgia a Udine, oltre a Catania-Roma e Fiorentina-Bologna. La violenza allo stadio è una questione di camorra secondo la polizia. Una questione sociale secondo gli ultrà. Quel che emerge è l’incapacità istituzionale di leggere il fenomeno. Secondo Roberto Massucci, segretario dell’Osservatorio, intervistato dal Corriere della Sera , romanisti e napoletani sarebbero gli ultrà più pericolosi della A, in trasferta preoccuperebbero juventini e interisti, mentre catanesi e livornesi sarebbero definiti “dormienti”, da tenere d’occhio. Usiamo il condizionale perché invece il capo della segreteria dell’Osservatorio la vede in modo diverso: “Quelli non sono dati nostri. Potrebbero essere analisi fatte da singoli esponenti, ma non possono essere considerate rilevanti. Il direttore è a Cipro e qui è tutto il giorno che si parla di questa classifica, ma non ne sappiamo niente”. I criteri applicati dall’osservatorio per giudicare i livelli di rischio delle partite sono “il numero degli incidenti durante il corso delle gare, il numero dei feriti e i dati relativi alle rilevazioni degli agenti”. A scandalizzare i benpensanti, o a farli rallegrare, erano state le indicazioni dei primi posizionati per il “premio bravo ultrà” del Viminale: i tifosi più buoni sarebbero quelli di Fiorentina e Lazio. E’ qui che l’Osservatorio ritratta, prende le distanze: “E’ inutile ricordare che qualche problemino i tifosi della Lazio ce l’hanno dato. Lo scorso anno a Piazza Vescovio ne fermammo 66 con armi improprie di diverso genere. Ora la situazione sembra essersi calmata, ma non possiamo dire che non meriti attenzione da parte delle forze dell’ordine”. Dai Lazio Club rispondono: “Nel calcio, ogni qualvolta succede qualcosa si generalizza sempre. Ci vanno di mezzo delle persone che non c’entrano nulla. Gli incidenti di Roma-Napoli sono fatti gravi, ma togliere la possibilità di seguire la propria squadra in trasferta a migliaia di persone è una soluzione troppo drastica. Che allontana dal calcio. Distrugge un amore”. Sulla loro curva: “Negli ultimi due, tre anni è successo qualcosa. Da una parte il presidente Lotito ha avuto degli attacchi, dall’altra lo stadio si è completamente svuotato. Gli eventi hanno portato all’isolamento di alcuni tifosi, solo ora sembra che la tifoseria si stia riavvicinando. Non possiamo dire che i fatti siano collegati. Non è semplice. Dietro al tifo ci sono diversi fattori sociali che andrebbero analizzati. Per alcuni l’attaccamento alla squadra è talmente sentito e forte da sovrastare addirittura quello per la propria famiglia, il proprio lavoro e addirittura il sesso”. E ancora: “Se la nostra tifoseria diventasse la più tranquilla d’Italia, vorremmo lo si dovesse alle donne e ai bambini. La squadra ci dà dei biglietti gratuiti per loro, ma solo per la tribuna”.
Nel frattempo, il lavoro dell’osservatorio stesso rischia di essere del tutto vano: “Stiamo facendo una verifica interna al ministero, anche se la trasferta dei napoletani era stata autorizzata da chi negli ultimi anni ha compiuto un egregio lavoro”, queste le sibilline parole del ministro Maroni. Intanto ieri la divisione anticrimine della questura di Roma ha emesso sei provvedimenti Daspo, e sorpresa: c’è anche un laziale. Tutti giovani, chi domenica era stato colto con un martello, chi con un coltello, chi con del materiale esplosivo, chi con degli artifizi pirotecnici. Quattro arrestati, due napoletani e due romanisti e due denunciati, il tifoso della lazio e un altro della Roma. Per tutti loro, ora, il divieto assoluto di accedere all’interno degli stadi e di tutti gli impianti sportivi del territorio nazionale in cui si disputino competizioni calcistiche di qualsiasi società sportiva e a qualsiasi livello agonistico. Inoltre non gli sarà permesso frequentare gli spazi limitrofi ai campi per un periodo di 3 o 5 anni, a seconda dei casi.

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