Un buco nero ci mangerà il 10 settembre? Il Cern di Ginevra: «Non c’è pericolo»

Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione

«Meno otto giorni alla fine del mondo», lo ha denunciato il professore tedesco Otto Rossler, un chimico della Eberhard Karls University, che assieme a altri colleghi ha presentato alla Corte europea dei diritti umani la richiesta di bloccare l’esperimento più costoso della scienza moderna: il Large Handron Collider. Occhi puntati sul 10 settembre, data scelta dal Centro di Ricerche Nucleari di Ginevra per riprodurre in laboratorio, a quasi 100 metri sotto terra, un clamoroso Big Bang. Nello scenario fantascientifico non sopravviverebbe nessuno. Partiti di sinistra compresi. L’esperimento rischierebbe di creare un buco nero che nel giro di quattro anni si mangerebbe tutto.
Storia di soldi e di particelle. Venti paesi europei e Stati Uniti, i finanziatori. Sei miliardi di euro, la cifra da capogiro che sostiene il progetto. Capire da dove siamo venuti, il suo obbiettivo principale. L’esperimento è un viaggio ai confini di materia e antimateria, alla ricerca del bosone di Higgs, la parte più piccola dell’universo, quella che un attimo dopo il crack le conteneva tutte. «Il bosone di Higgs è la particella che dà la massa a tutte le altre particelle, ai mattoni dell’universo», spiega Claudio Gatti, impegnato nella parte del progetto detta Atlas. «Dopo l’esperimento potrebbero occorrere anni per trovarla. Se ci riuscissimo avremmo le carte per spiegare come si è sviluppato il tutto da 15 miliardi di anni fa ad oggi». Quel che contestano gli scienziati “dissidenti” sono i rischi che ne possono derivare. Secondo loro, oltre alla creazione di un buco nero, si potrebbero verificare le condizioni per cui si costituiscano «degli strangelet, composti da quark strange, che convertono materia ordinaria in materia strana» oppure monopoli magnetici che «catalizzerebbero il decadimento dei protoni». «Non c’è nessun rischio», risponde Gatti. «In base alle teorie ensteiniane le probabilità che ne conseguano simili eventi negativi è pari a zero. E’ comprensibile che introdurre ipotesi teoriche su un universo a più di tre dimensioni possa affascinare, che faccia parlare, ma in questo caso la fine del mondo è solo una chiacchiera priva di fondamenti scientifici». L’esperimento non verrà bloccato: «Innanzitutto – continua lo scienziato – esperimenti del genere sono già stati fatti in America. E solo un imprevedibile dietro front americano potrebbe fermare questi lavori. Inoltre, è stato dimostrato più volte che già in natura la terra è bersagliata quotidianamente da fasci di protoni. Considerando quelli dei raggi solari e stellari, ci si accorge che sono maggiori di quelli prodotti nell’acceleratore di Ginevra. Se pensassimo alle collisioni nell’universo, alla loro potenza, ci potremmo tranquillizzare. Se le ipotesi catastrofiche fossero plausibili, avremmo già visto sparire tantissime stelle, gli altri pianeti e anche la luna». Niente apocalissi, solo scienza. Ma numeri che fanno per lo meno incuriosire. Un acceleratore da 26 chilometri di diametro comandato da un bottone. Al suo interno un gelo da 271 gradi sotto lo zero. Si spinge il bottone e ogni particella è lanciata fino a 11.245 volte al secondo. Fino a farle scontrare tutte, generando temperature da più di un trilione di gradi Celsius. Il risultato? Un inferno 100mila volte più caldo del centro del sole. Un inferno all’interno del vuoto quasi assoluto. E’ così che si ricrea il caos primordiale. E’ così che lo si farà per il bene della scienza. Si spera solo per quello.

Comments
3 Responses to “Un buco nero ci mangerà il 10 settembre? Il Cern di Ginevra: «Non c’è pericolo»”
  1. annamaria ha detto:

    non sonon fisico…non me ne intendo di tutte queste faccende relative alle ricerche più assurde..ma stanno giocando col fuoco..potrebbe andare bene e allora ok…il problema è se l’esperimento andasse male e si verifiassero le ipotesi indicate dallo scienziato tedesco e altri come lui dello stesso parere..ci rimetteremo tutti, pianeta compreso…che assurdità..ma ne vale davero la pena? perchè cercarcela? per amore della scienza? non sono molto d’accordo ma devo subire…dobbiamo subire la volontà degli alti poteri…che decidono comunque x noi..per tutta l’umanità..che si vergognino..con tutti quei soldi si sfamerebbero milioni di persone..invece no..per amore della scienza che vuole andare avanti.. la gente muore ancora di fame..nel 2008..ma a loro cosa gliene importa? il mio parere è relativo, lo so..ma chissa quanta gente magari ha lo stesso mio pensiero..auguriamoci che tutto vada bene..x noi x la terra…ciao…

  2. erika ha detto:

    qst scienziati nn sanno cs puo accadere…potremo morire tt..ed io sinceramente nn ci terrei tnt…anch io sn dello stesso parere di annamaria il commento di sopra..nn li capisco proprio…accidenta alla scienza…sl xke vojono sapere le origini del big ben…fanno scomparire la terra…e morire…tt i suoi abitanti,..mah dobbiamo sl…incrociare le dita…ragazzi….ciao

  3. Alex ha detto:

    secondo me nn avete raggione…cosa ne sapete voi di quello che sanno gli scienziati???nn credo che metterebbero a rischio le nostre vite…mah nn me ne intendo tanto pero dobbiamo dargli piu fiducia a questo esperimento…ciao

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