Stop al monopolio Cisac-Siae: infrante le norme sulla libera circolazione

Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione
 
Diritti d’autore, altolà europeo
Via libera alla concorrenza
 

Diritto d’autore non vuol dire solo Siae. E’ la Comunità europea a ribadirlo intervenendo contro la Cisac (Conferderazione Internazionale delle società autori e compositori), vero cartello della gestione del diritto d’autore, costituito da 24 società europee tra le quali proprio la nostra Siae. Porte spalancate alla libera concorrenza e addio alle restrizioni territoriali. Nel dettaglio la proposta approvata dall’Antitrust, lo scorso 16 luglio, proibisce agli appartenenti alla Cisac di «applicare clausole di affiliazione che impediscano all’autore di scegliere o cambiare società».
Sono state ritenute illegali tutte quelle limitazioni nazionali per cui una società non può offrire licenze a canali che hanno sede in un altro paese. Le società non potranno nemmeno rifarsi a clausole di esclusiva che autorizzino altre società a gestire il loro reportorio all’estero. Una riforma che colpisce al cuore un monopolio e riapre la discussione sulla necessità della libera circolazione delle idee (musicali, letterali, teatrali e non solo) senza barriere doganali. Finalmente sarà possibile scegliere a chi far custodire i propri diritti d’autore, e acquistare, e far valere, una licenza ovunque. Neelie Kroes, commissaria alla concorrenza e prima promotrice del provvedimento, ne spiega i possibili vantaggi per autori e consumatori: «Le società di gestione dei diritti d’autore saranno incoraggiate ad offrire ai compositori e ai parolieri le migliori condizioni sull’ammontare al quale hanno diritto, ma la decisione faciliterà anche la diffusione delle opere via satellite, cavo e internet offrendo ai consumatori una scelta più vasta e agli autori redditi più importanti». Diritti economici potenzialmente più alti, più negozi, più autori, più paesi convolti. Ma le società sono pronte a organizzarsi in maniera paneuropea? Forse no. L’Ecsa, l’associazione europea dei compositori e parolieri ha detto che la riforma del sistema del diritto d’autore sarà «una catastrofe, un danno ai guadagni dei musicisti». E proprio duecentoventi di loro, tra i quali Robin Gibb, ex Bee Gees e ora rappresentante della Cisac, Julio Iglesias e David Gilmour nei giorni scorsi avevano presentato un appello per bloccare il provvedimento.
Il “pericolo” è quello di un abbassamento dei controlli, di un aumento incredibile del numero di opere sul mercato, anche tramite il web. Preoccupato – ovviamente – anche Giorgio Assumma, Presidente della Siae: «Lo scenario che si prefigura richiede molta attenzione, specialmente sul web, dove autori e società di gestione collettiva già incontrano rilevanti difficoltà nell’ottenere il riconoscimento dei propri diritti intellettuali».
In realtà siamo di fronte a una rivoluzione, capace di far saltare contratti milionari per artisti affermati, etichette leader e grandi negozi musicali, ma anche di dimostrare i limiti di qualsiasi società di gestione dei diritti. Il web resterà incontrollabile. E certe società perderanno motivo di esistere. Del resto secondo il Codice Civile italiano il diritto d’autore è riconosciuto anche senza di loro. Nasce al momento della creazione dell’opera.

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