Matera. Nato Frascà: Mostra Antologica al Musma. Vado-Verso-Dove-Vengo

Pubblicato su Dazebao L’informazione online

di Maurizio Mequio

ImageTermina il 10 giugno la mostra di Nato Frascà al Museo di Scultura Moderna di Matera, il Musma. Una mostra unica nel suo genere, che rende omaggio ad un artista completo, capace di segnare indelebilmente il ventesimo secolo, esplorando linguaggi e forme nuove.
L’ evento presenta 15 disegni, 6 collage, 23 sculture, insieme ad una serie di film e di documentari girati per la RAI tra il 1968 e il 1970. Scenografo per i maggiori registi italiani, pittore, scultore, professore, maestro della psiconologia. Opere da tutte le parti, ed in tutti i linguaggi possibili, rasentando la filosofia e la psicologia, questa la vita dell’autore. Morto nel 2006, ha portato avanti messaggi di speranza e di contrasto al mondo odierno, eppur di analisi, riflessione e stimolo, attraverso il gioco, la polisemanticità e la forza del segno. Segno che si ripete, si sovrappone, occupa pian piano uno spazio, e si capovolge, si sforza, si colora, si tocca e si impone. Si impone su uno dei possibili, infiniti, piani paralleli che la realtà, come il sogno, propone. Dei gesti, studiati, ragionati, eppur gesti pesanti, che non sempre sono comprensibili, ma gesti che cercano una via d’uscita. Linee che non sono prevedibili, che interagiscono inspiegabilmente con il resto, colorandolo e disintegrandolo. Disintegrano il vuoto che si ha di fronte, moltiplicano le sue facciate, lo setacciano, alla ricerca del nuovo, del migliore, del diverso. Lo fanno con l’esplorazione, con il pensiero e la tecnica utilizzata in arte, quindi soggettivamente. Una ricerca che elimina lo scontato e porta lo spettatore a voltare pagina. La forma è un pretesto e al contempo un’azione. Nella sua pratica-ricerca, vi è la sintesi di un inizio, di una rivoluzione. Solitaria e condivisibile, contraria e contraddittoria, ma come gesto, gesto intenzionato all’ inquadrare ed andare oltre. In profondità, lavorando in superficie, in avanti, facendo terra bruciata. E così un foglio nero cambia aspetto, con righe colorate, che, secondo schemi ed ordini sequenziali ragionati, trasformano la carta, la tela, la materia. La rigenerano, la spengono, la riempiono, la distruggono, l’immortalano. E come scrive l’artista: “se avrò occupato uno spazio, non mi preoccuperò dell’esito, continuerò la sperimentazione su altri piani”. Come a dire che esistono diverse pagine, diversi segni, diversi futuri possibili. Tutto sta nel calpestarli. Diagonali, onde strutturali e modulari cubici, queste sue “lettere-armi”, proposte in ordine sperimentale, hanno contribuito a squartare l’opinione comune sull’esistenza di un solo, unico, linguaggio artistico. Frascà nato a Roma ha origini siracusane, ha frequentato a Salisburgo la Scuola di Oscar Kokoshka e fondato il Gruppo 1, con l’intento di un superamento dell’informale per l’approdo ad una nuova concezione dell’arte. Ha insegnato all’Accademia delle belle Arti romana ed ha scritto e tenuto lezioni di grande interesse antropologico, artistico e sociologico sulle proiezioni psicologiche legate alle icone e sull’arte dello scarabocchio, negli adulti, come nei bambini, nelle diverse culture, come nei diversi periodi storici. Ha affermato: “Le opere sono processi di conoscenza che ci conducono verso il luogo dal quale proveniamo”. Secondo Argan, l’impalcatura in Nato Frascà è la percezione, non più intesa come un mero ricevere, ma come atto di coscienza. Un’ode alla lettura della realtà, ad una nuova, possibile, lettura del reale. Un superamento del precostruito, dello scontato, di ciò che è dato e non è voluto. Uno sforzo che sa di sé e che contiene una voglia di alternativa. Quello che definiva il suo motto, “Vado-Verso-Dove-Vengo”, resta significativo dei sui lavori, proiettati coraggiosamente in avanti, trascinando tutto con sé, ma intenti a trasformarlo, a ripercepirlo.

Museo della Scultura Contemporanea di Matera MUSMA
Via San Giacomo – Matera

Durata della mostra: fino al 10 giugno 2008.
Orario: dal martedì alla domenica ore 10,00 – 14,00 e 16,00 – 20,00.
Giornata di chiusura: il lunedì.
Biglietto d’ingresso (comprensivo della visita al Museo): intero Euro 5,00; ridotto Euro 3,50.

Info: Fondazione Zétema tel. 0835/330582 – musma@zetema.org; Coop. Artezeta 320-5350910 – info@artezeta.it

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