Antropologia dei nuovi fiori

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Il mondo lentamente volta pagina, ma velocemente cambia aspetto il solito foglio. Alcuni si disperano invano per comprendere chi abbia aperto questo libro, chi abbia creato lo “stato delle cose”. Le voci degli adulti non rispondono a nessuna domanda e forse contribuiscono alla stagnazione dei sensi, all’appiattimento delle emozioni.

 

Quel che è certo è che oggi in occidente esiste un solo modo di parlare, di vestire, di fare, quello vincente. Lo subiscono i bambini, i giovani, gli adulti stessi. Non si comprende bene chi detti le mode, i tempi, le regole. Nasciamo e ci ritroviamo una cicatrice sull’ombelico, siamo abbracciati per qualche mese e poi costretti a stare lontano dai nostri genitori, per ore. Del resto una giovane coppia ci pensa bene prima di mettere su famiglia, quanto costa avere un bambino? E poi, dove farlo vivere?

 

Gli adulti, quelli che ancora non sono andati in pensione, i possibili nonni, consigliano di rischiare, di provare, ma i dubbi restano. Sono passati anni dalle infanzie dei trentenni di oggi, è cambiato il mondo che quotidianamente calpestiamo, la sua economia, e sono cambiate le persone. Nel bene o nel male fino agli anni ottanta i bambini erano consci di essere bambini e non cercavano di copiare gli adulti. Chi bruciava le tappe era un fenomeno, un mito e comunque lo faceva per scelta. Nella distanza tra le cose degli adulti e le cose dei bambini si creava lo spazio per la fantasia, i giochi, i sogni, le illusioni amorose, i litigi, le ribellioni, le utopie. Insomma durante il periodo dell’adolescenza l’uomo costruiva il suo riparo dalla sofferenza, gli era permesso farlo. E’ un luogo quello dell’adolescenza, di giovani fiori da coltivare e curare. Di giovani fiori che crescono anche sull’asfalto, ma che non vanno calpestati.

 

Un luogo protetto che era luogo della sincerità, perché puro e fuori dalle logiche del mercato e dalle regole del sistema. Non si smette in fondo mai di essere giovane fiore? Ebbene in qualche modo si smette, ma non è l’età l’indice del proprio status, è il livello di partecipazione a questo luogo che segna la giovinezza. Facilmente si uccide la giovinezza altrui e non si affronta il bisogno di giovinezza propria. Eppure ognuno necessita di libertà, intesa come operare secondo la propria volontà, anche sbagliando.

 

La drammaticità dello stato attuale delle cose è dovuta alle difficoltà generali di ricontestualizzarsi al mondo. Di ritrovarsi semplicemente per quel che ci si crede essere nell’animo, anche nelle proprie azioni. La prima difficoltà di comunicazione è proprio in noi stessi, nel non mettere in pratica ciò che si è pensato, perché non se ne ha la possibilità o perché si è condizionati a fare in altro modo, a tralasciare i nostri sogni, le nostre curiosità, i nostri pensieri.

 

Paradossalmente l’assenza di coerenza degli adulti è spiegabile con la moderna privazione del diritto all’incoerenza degli adolescenti.

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