Archivio per la categoria ‘comunicati passati nel silenzio’

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Campeggio ambientale “No-Turbogas” ad Aprilia

Giugno 28, 2008

Appello al territorio per organizzare il campeggio ambientale dal 26 al 29 luglio al presidio No-Turbogas di Aprilia.

Il Coordinamento contro l’inceneritore di Albano, l’assemblea Permanente No-Fly di Ciampino e la Rete cittadini contro la Turbogas di Aprilia stanno organizzando un campeggio all’interno del presidio permanente contro la Turbogas di Aprilia per rilanciare le mobilitazioni e per fare della socialità uno strumento utile alla lotta. I tre movimenti che da tempo si battono per la salvaguardia del territorio e per la salute dei cittadini intendono rafforzare i rapporti fin’ora coltivati tra di loro con un evento che superi qualsiasi concezione localista e che rilanci la mobilitazione “a tutto campo” contro l’attuale modello di sviluppo. Un evento che vuole prima di tutto parlare alle popolazioni locali e dimostrare che con la tenacia, la radicalità e la gioia nulla è perso. Finché ci sarà la gente che si organizza nei movimenti di opposizione che sialle politiche antidemocratiche dei governi tutto è ancora in gioco.

Che cosa è un campeggio ambientale? L’idea di un campeggio dei movimenti territoriale nasce in Val di Susa ormai più di dieci anni fà. Cittadini, associazioni e movimenti hanno deciso di sfruttare l’estate per dar vita ad un momento di riflessione di socialità e di gioia per far crescere la lotta in tanti aspetti. Vorremmo prendere spunto dalla loro esperienza. Vorremmo sfruttare il campeggio per vivere ed analizzare in pieno i diversi aspetti della lotta. L’analisi: con l’organizzazione di dibattiti, seminari e workshop, si puo ragionare sulle forme di organizzazione, sugli aspetti tecnici e su come rapportarci con il nuovo governo che ha promesso di difendere i siti “strategici” (come Chiaiano e la val di Susa) con l’esercito. L’informazione\comunicazione: con la divulgazione di materiale informativo, filmati e controinchieste, utili alla crescita collettiva. Studiare insieme nuovi linguaggi comunicativi nel tentativo di bucare il muro di gomma dei grandi media L’organizzazione: con la sperimentazione di forme decisionali alternative come assemblee partecipate e democratiche, gruppi di lavoro inter-movimento, rilancio delle reti regionali e nazionali tra le diverse esperienze territoriali come il Patto nazionale di mutuo Soccordo. La socialità: con la possibilità di vivere insieme per qualche giorno in piena armonia con la natura (anche quella umana) in modo sostenibile, rifiutando la combustione e gli sprechi. Il riciclo sarà un punto fisso del campeggio. In più stiamo tentando di organizzare dei corsi per imparare a costruire un pannello solare. La gioia: aspetto fondamentale delle lotte di movimento. Vorremmo organizzare eventi che “riempiano” il campeggio di emozioni, vero sale di ogni mobilitazione. Concerti, performance teatrali, corsi di educazione ambientale, mostre ,tornei sportivi e giochi per bambini. Questa è la nostra idea di società. Rifiuto della devastazione ambientale e sociale e rilancio di un modello compatibile, sostenibile e a misura d’uomo.

Perchè il campeggio si farà al presidio permanente contro la Turbogas? Ormai da un anno e mezzo cittadini di tutte le estrazioni sociali, politiche e culturale e di tutte l’età occupano un casale al centro del terreno dove la Sorgenia Spa vorrebbe costruire la centrale Turbogas (a ciclo combianto da 800 mgw) per opporsi con i propri corpi e le proprie intelligenze a questa decisione calata dall’alto che andrebbe a devastare un territorio gia gravemente colpito dall’industrializzazione degli anni 70. Ma oltre ad occupare per impedire qualsiasi inizio dei lavori, il Presidio è diventato un centro di socialità e di incontro di diversi cittadini. Assmblee, iniziative, manifestazioni, cene e feste hanno riempito e trasformato quel luogo abbandonato fino al 2006 in uno spazio aperto di confronto e di lotta. É per questo che i tre movimenti hanno deciso di organizzare l’evento li. Il presidio No-Turbogas sta diventando un simbolo per tutte le vertenze territoriali della zona.

Perché organizzare il campeggio insieme a gli altri movimenti? Perché insieme questi tre movimenti hanno gia percorso tanti passi. Hanno animato la rete regionale ambientale, un progetto nato da diversi movimenti del Lazio (oltre gli organizzatori ci sono i No-coke di Civitavecchia, il forum ambientalista di Colleferro e della valle del Sacco e altri movimenti romani) con l’obbiettivo di trovare degli obbiettivi comuni per una ampia campagna contro gli speculatori (guarda caso sempre gli stessi: Acea, Ama, Sorgenia, Enel ecc). Per uscire dalle accuse che il governo ed i suoi amici ci fanno, cioè di mobilitarsi solo per il nostro orticello ( la famosa sindrome di NIMBY), del nostro cortile di casa. Un’altro motivo per cui si sta organizzando il campeggio insieme è la contiguità territoriale delle vertenze. I cittadini della Pianura Pontina , dei Castelli Romani e di Caimpino, vivono in un territorio simile dove le contraddizioni che lo attraversano si incrociano con le vite degli abitanti, pensiamo al fenomeno del pendolarismo verso Roma.

Per far diventare il campeggio un vero evento senza precedenti nella zona pontina, chiediamo ai cittadini, le associazioni ed i movimenti limitrofi di aiutarci in questa impresa totalmente autorganizzata ed autogestita.

Che significa aiutarci. Significa partecipare alle assemblee preparatorie, aiutare durante l’allestimento del campeggio, durante tutto il periodo del campeggio. Sostenere questo progetto significa anche riempire gli spazi della giornata con delle attività: mostre, giochi per bambini organizzazione di tornei sportivi o di corsi creativi. Tutto ciò che puo arricchire l’evento. Ci sono mille modi per sostenere il progetto.

Portiamo la vita e la gioia al campeggio del Presidio No-Turbogas. Allontaniamo chi ci vuole portare solo inquinamento e morte.

Per info, per proporre iniziative o per aiutare i movimenti durante il campeggio:

Tel. 3287478394 Marco

3487906062 Emiliano

E-mail: marcostrike@gmail.com

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ROM..anticamente ZINGARI

Giugno 23, 2008

INCONTRO CON PROIEZIONE VIDEO

Giovedì 26 giugno 2008, ore 17.00

Palazzo Valentini – Sala delle Bandiere

(Via IV Novembre 119/A)

“I Rom: rubano per cultura; sono nomadi per cultura; inaffidabili per cultura..”, stereotipi che rappresentano un popolo sconosciuto.

Dopo le fiamme nei campi rom di Ponticelli a metà maggio, le schedature su base etnica di cittadini Rom e Sinti a Milano, lo sgombero di aree di sosta a Roma, le molotov in un campo a Napoli, un popolo cerca di sopravvivere difendendo le proprie tradizioni, la propria cultura.

Rom..anticamente Zingari, vuole rappresentare più che un incontro un viaggio di avvicinamento a culture solo apparentemente così lontane da noi.

Mediatori culturali, esponenti delle comunità Rom, studiosi, ripercorreranno le tappe del cammino che ha portato la popolazione di etnia Rom dall’India fino in Europa, facendo chiarezza sui molti luoghi comuni che da sempre colpiscono le comunità zingare.

L’Associazione Duncan 3.0, con il Patrocinio della Provincia di Roma, presenta una iniziativa che coinvolge istituzioni, associazioni e i rom in prima persona, per confrontarsi, discutere di politiche sociali, ma soprattutto per conoscere e illustrare la cultura rom, dal viaggio fino agli istituti culturali più importanti (l’arte, l’assetto sociale, gli anziani, la danza…) e fare una panoramica di come le comunità rom sono distribuite sul nostro territorio.

Una conferenza dibattito con proiezione video con l’obiettivo di mostrare al pubblico la cultura Rom da una prospettiva diversa rispetto a quella comunemente lasciata passare sui media ed affrontare con autorità politiche e personalità del sociale un tema quanto mai attuale.

Relatori:

GIANLUCA PECIOLA, consigliere provinciale

ARMANDO GNISCI, Università di Roma “Sapienza”

PAOLO PERRINI, dirigente Arci Solidarietà del Lazio

GRAZIANO HALILOVIC, mediatore culturale

Partecipano:

CECILIA D’ELIA, Assessore alle politiche culturali della Provincia di Roma

CLAUDIO CECCHINI, Assessore alle politiche sociali e per la famiglia ed ai rapporti istituzionali della Provincia di Roma

PORTERA’ IL SUO SALUTO LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE, PINA MATURANI

Sono stati invitati:

NICOLA ZINGARETTI, Presidente della Provincia di Roma,

CARLO MOSCA, Prefetto di Roma.

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I media rispettino il popolo rom

Maggio 22, 2008

Da www.giornalismi.info/mediarom/
(info: appellomediarom@gmail.com)

Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d’informazione riguardante il tema dell’immigrazione. Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali – come popolo – sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società. Purtroppo l’enfasi e le distorsioni di questo ultimo periodo sono solo l’epilogo di un processo che va avanti da anni, con il mondo dell’informazione e la politica inclini a offrire un caprio espiatorio al malessere italiano. Singoli episodi di cronaca nera sono stati enfatizzati e attribuiti a un intero popolo; vecchi e assurdi stereotipi sono stati riproposti senza alcuno spirito critico e senza un’analisi reale dei fatti. Il popolo rom è storicamente soggetto, in tutta Europa, a discriminazione ed emarginazione, e il nostro paese è stato più volte criticato dagli organismi internazionali per la sua incapacità di tutelare la minoranza rom e di garantire a tutti i diritti civili sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani. Siamo molto preoccupati, perché i mezzi di informazione rischiano di svolgere un ruolo attivo nel fomentare diffidenza e xenofobia sia verso i rom sia verso gli stranieri residenti nel nostro paese. Alcuni lo stanno già facendo, a volte con modalità inquietanti che evocano le prime pagine dei quotidiani italiani degli anni Trenta, quando si costruiva il “nemico” – ebrei, zingari, dissidenti – preparando il terreno culturale che ha permesso le leggi razziali del 1938 e l’uccisione di centinaia di migliaia di rom nei campi di sterminio nazisti. Invitiamo i colleghi giornalisti allo scrupoloso rispetto delle regole deontologiche e alla massima attenzione affinché non si ripetano episodi di discriminazione. Chiediamo all’Ordine dei giornalisti di rivolgere un analogo invito a tutta la categoria. Ai cittadini ricordiamo l’opportunità di segnalare alle redazioni e all’Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all’odio razziale riscontrato nei media. Non possiamo permettere che i media italiani si rendano protagonisti della caccia ai rom e agli stranieri, come sta avvenendo in questi giorni. Su troppe testate, in troppi servizi abbiamo assistito a enormi violazioni delle regole deontologiche, con tratti fortemente xenofobi. Siamo un gruppo di giornalisti che chiede ai colleghi di fermarsi a riflettere e di aprire una seria discussione suo ruolo dei media rispetto all’intolleranza e al razzismo che montano nella società. Chiediamo anche agli organismi di categoria – in particolare gli Ordini regionali e a quello nazionale – di intervenire urgentemente affinché sia interrotta questa ondata di pessima e pericolosa informazione. Chiudiamo ai cittadini di segnalare senza indugio alle redazioni e all’Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all’odio razziale riscontrato dai media.
Questo appello è a disposizione su Internet all’indirizzo http://www.giornalismi.info/mediarom/ per ulteriori adesioni, di giornalisti e utenti dei media. Sarà nostra cura indirizzare l’appello, corredato di tutte le firme, all’attenzione delle redazioni di tutta Italia, del sindacato e dell’Ordine dei giornalisti.

Promotori:
Lorenzo Guadagnucci, giornalista Firenze (3803906573)
Beatrice Montini, giornalista Firenze (3391618039)
Zenone Sovilla, giornalista Trento (3479305530)