
Roma, a 65 anni dal primo bombardamento alleato
Luglio 20, 2008| Di Maurizio Mequio -Pubblicato su Liberazione | |
| Cerimonia ai caduti San Lorenzo contesta il sindaco Alemanno |
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Mattinata difficile, ieri, per Gianni Alemanno. Alle 8 intervistato da la 7 parla della sua “Roma città-Stato”, quella delle impronte ai Rom, del rafforzamento dei Cpt e dei No all’incontro con l’arte moderna. Si dice “ancora sorpreso di essere stato eletto”. Poi si sposta nel cuore di San Lorenzo, quartiere storico di sinistra della capitale, per commemorare i caduti del bombardamento anglo-americano del 19 luglio 1943. Solo allora il risveglio, a suon di contestazioni. A Alain Elkann aveva ammesso che “la sfida per il Campidoglio è avvenuta quasi casualmente”. Se un sindaco ideale per il primo cittadino romano è “un sindaco combattente in prima linea”, il suo progetto di città ideale sembra essere legato esclusivamente alla sicurezza e agli aiuti del governo. Ricorda di aver copiato da sindaci di centro-sinistra “affratellati” il provvedimento anti-borsoni e quello sulla mendicità molesta. Dice di aver chiesto al governo un rafforzamento dei Cpt romani e la creazione di una specifica sezione solo per i trans. Si diletta nel salotto televisivo esponendo il suo punto di vista culturale su centro e periferia: “La teca di Meier è un vero scempio e non c’entra nulla con il tessuto urbano che la circonda. Il centro di Roma non può essere il laboratorio del post-moderno. Il quartiere dell’Eur e altre realtà periferiche invece sì”. E poi drammatizza: “L’unica salvezza per Roma sono i poteri speciali”. Tutt’altra cosa quando scende in piazza. O meglio quando entra nel Parco dei Caduti di San Lorenzo. Un atto doveroso per rendere omaggio al quartiere più colpito dal primo bombardamento alleato. Milleseicentosettantaquattro vittime accertate nella zona, 3mila morti e 11mila feriti in tutta Roma, queste le conseguenze di quelle 4mila bombe e del fascismo, pagate dalla capitale sessantacinque anni fa. Ad attendere al varco Alemanno c’erano gli abitanti del quartiere. “Sono stati distribuiti centinaia di volantini di denuncia – spiega Luciano Monticelli, assessore del Prc -. Il bombardamento è la coda di un ventennio di terrore. La storia non si ripete, ma ci sono delle analogie. E’ doveroso ricordare che il pacchetto sicurezza del governo prevede la schedatura e l’impiego dell’esercito in veste di tutore dell’ordine pubblico”. Non solo militanti e studenti, anche gli anziani si sono schierati contro Alemanno. “Mai nessun fascista – gli hanno detto – è entrato qui dentro, ora addirittura un sindaco”. Un signore, che racconta di essere stato picchiato dai fascisti nel 68 – “Arrivavano in 20 da Colle Oppio pé menacce e c’era pure Alemannoo” – si è rivolto al primo cittadino e gli ha urlato in romanesco: “Sei una sola”. Alemanno lo ha forse riconosciuto, ha stretto i denti e risposto: “Tu sei una sola…”. La delegazione dell’Associazione nazionale partigiani nell’ambito della cerimonia ha scelto di non mostrare il medagliere di fianco al sindaco, mentre quella dell’Associazione dei familiari martiri delle Fosse Ardeatine lo ha esposto. |
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